Di Paolo Murlo, responsabile dell’Iniziatva di questo sito (2006)
Sono un italiano residente da molti anni in Germania. Alcuni anni fa, un mio amico tedesco – Ralf Speis – ha pubblicato un sito in internet con contenuti che condivido pienamente e al punto tale da essermi deciso di tradurre questo sito in italiano. Si tratta di un’idea geniale, a cui finora non ha mai pensato nessuno: erigere un monumento per i milioni di vittime della Chiesa di questi 2.000 anni di storia. Forse qualcuno si chiederà quali vittime abbia mai causato la Chiesa. Intendiamo, solo per citare alcuni casi, le vittime delle crociate, della persecuzione delle streghe, dell’inquisizione, della conquista d’America da parte dei cattolici spagnoli, credenti di altre fedi e molte, molte altre vittime che la Chiesa cattolica ha sulla coscienza e di cui voi, cari visitatori, verrete a conoscenza leggendo queste pagine. Tutte queste vittime non sono minimamente nella coscienza della popolazione. Sull’esempio del mio amico Ralf, anch’io chiedo che venga eretto un monumento per i milioni di vittime della Chiesa, affinché queste ultime non vengano dimenticate. Il monumento dovrebbe costituire un segno del ricordo, della commemorazione e della vergogna, un segno del nostro dolore e anche un segno della nostra storia. Dovrebbe, inoltre, servire da monito affinché questi crimini della Chiesa non abbiano più a ripetersi in futuro. Nel sito troverete molti riferimenti alle due principali chiese tedesche, la Cattolica e l'Evangelica così come molte delle citazioni sono tratte da statistiche e su fatti accaduti in Germania. I contenuti del sito corrispondo al sito tedesco www.KirchenOpfer.de
Ma lascio la parola a Ralf Speis che ci spiega come gli sia venuta quest’idea.
“…ero venuto a sapere che a Berlino si sarebbe dovuto erigere un monumento per le vittime dell’olocausto, il che io ritengo un’ottima cosa. Si deve fare il possibile affinché questo capitolo della storia tedesca non abbia a ripetersi.
Durante la discussione sul monumento per l’olocausto, dovevo pensare in continuazione ai milioni delle vittime della Chiesa, che sono cadute completamente nel dimenticatoio della popolazione.
Inoltre, avevo letto il discorso di Martin Lutero contro gli Ebrei, nel quale Lutero aveva incitato a bruciare le sinagoghe e le case degli Ebrei e perseguitare questi ultimi. Siccome i Nazisti nel loro antisemitismo facevano riferimento espressamente a Martin Lutero, che aveva incitato alla persecuzione degli Ebrei in scritti diffamatori, mi sono chiesto se, in fondo, anche tutte le vittime dell’olocausto non siano indirettamente vittime della Chiesa. Ne ho parlato con amici e conoscenti e insieme abbiamo visto la necessità di erigere un monumento per le vittime della Chiesa, affinché tali crudeltà non abbiano più a ripetersi né oggi né in futuro. Così è sorta l’Iniziativa “Un monumento per i milioni di vittime della Chiesa.”
Vi prego di aiutarmi a mettere in pratica questo desiderio.
Ralf Speis"
Monumento all’olocausto di Berlino „Ci siamo decisi per questo monumento...“
Il 27 gennaio 2000 a Berlino venne tolto il velo alla lapide del monumento per l’olocausto. In quest’occasione il presidente della camera dei deputati tedesca Wolfgang Thierse tenne un importante discorso in cui ribadì nuovamente la necessità di un monumento per gli Ebrei uccisi in Europa. Quasi ogni frase potrebbe da lui pronunciata potrebbe essere applicata al monumento per i milioni di vittime della chiesa da noi richiesto. Il presidente della camera disse letteralmente:
“Ci siamo decisi per questo monumento...
perché vogliamo rendere onore agli uccisi… perché vogliamo tenere vivo il ricordo della sofferenza indicibile delle vittime, perché vogliamo che il ricordo dell’ingiustizia e del terrore ci serva da ammonimento a difendere i diritti degli uomini e la dignità umana in tutte le circostanze… e perché vogliamo irrevocabilmente manifestare che il confronto con le verità storiche costituisce parte dell’immagine di noi stessi.”
Milioni di vittime – Olocausto e chiesa
Anche le seguenti frasi si possono applicare non solo ai crimini del nazismo, ma anche ai crimini della chiesa (basta solo cambiare alcuni nomi).
…Di fronte alle dimensioni del regresso di civiltà rappresentato dall’inquisizione ecclesiastica, ogni tentativo di commemorazione delle sue vittime risulterà inadeguato. Il monumento … è e rimane una possibile risposta…
…Siamo debitori nei confronti delle vittime, che hanno l’esigenza che noi non dimentichiamo la sofferenza che la chiesa ha causato loro. Tuttavia siamo debitori anche nei confronti di noi stessi poiché il confronto con i 2000 anni di disumanità, di disprezzo umano e di genocidio della chiesa rappresenta anche un auto-chiarimento della nostra società. Per questo non possiamo lasciare il ricordo a tutto questo solo al singolo. Dobbiamo tenere alto e rendere visibile questo ricordo per la comunità…
…Anche le generazioni future devono confrontarsi con le tracce del passato e con i simboli dell’orrore, affinché la fragilità dei diritti umani e della democrazia siano continuamente presenti nella coscienza dei cittadini… … Oggi conosciamo lo svolgersi degli avvenimenti e i nomi dei colpevoli. Tuttavia è difficile comprendere come un regime ecclesiastico abbia avuto l’enorme presunzione di “decidere chi può abitare la terra e chi no” (Hannah Arendt)…
…Come nessun altro nome, le crociate e l’inquisizione costituiscono una colpa che … non deve essere mai dimenticata… Noi tutti siamo responsabili affinché il passato rimanga presente come ammonimento: i crimini dei funzionari ecclesiastici sono unici al mondo. Dobbiamo fare in modo che lo rimangano per sempre…
… Accanto a una sincera confrontazione col passato è coesistita una fuga troppo lunga e troppo marcata dalla responsabilità, un velo di silenzio sulle ingiustizie, sulla distorsione e manipolazione della verità…
… Abbiamo una chance di imparare dal passato, al di là delle immagini storiche distorte e sviluppare una presa di coscienza storica che non sia sottomessa alle costrizioni della chiesa…
Oggi molti giovani danno per scontato la loro libertà e i loro diritti e credono che il totalitarismo ecclesiastico non abbia nulla a che fare con la loro vita. Dobbiamo chiarire loro che il passato e il presente s’incontrano in continuazione…”
© 1999 – 2005 Iniziativa “Un monumento per i milioni di vittime della Chiesa” – Tutti i diritti riservati
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